Otto percorsi narrano

la cultura di altri tempi

 

      
 
 

 

Un vero e proprio circuito che si snoda

lungo il territorio della provincia.

Storia, cultura e leggende di un territorio che vuole riappropriarsi delle sue origini

di Gioacchino Amato

Curiosità e anche sorpresa, nello stand della Provincia alla Bit di Milano, per il “tour dei castelli”. La presenza di un così ricco patrimonio di piccoli e grandi manieri disseminati nel territorio provinciale è, infatti, sconosciuta non solo in Italia ma anche a molti abitanti della nostra provincia. Un prezioso patrimonio in parte ancora da scoprire e che può costituire un nuovo filone nel quale innestare itinerari turistici meno consueti e più particolari rispetto ai tradizionali flussi che si concentrano nei sit storici e archeologici più conosciuti. Mete ideali per chi preferisce scoprire luoghi incontaminati, a contatto con la natura e le tradizioni dei vari centri e che possono facilmente essere coniugate con le ricchezze della locale enogastronomia.

Fra quelli più interessanti per i visitatori, i manieri di Caccamo, Carini, Castelbuono,  Geraci Siculo, Giuliana, Marineo, Prizzi e Vicari.

Ed ecco così, nella sua spettacolare imponenza, il castello feudale di Caccamo, il più grande di Sicilia, che si erge su un pittoresco sperone roccioso (521 metri) che domina la cittadina. Non si conosce la data precisa di fondazione del castello, ma la sua presenza è documentata fin da età normanna quando l’edificio appartenne al celebre Mattia Bonello.

Inquietante e misterioso, il castello di Carini, un maniero tipicamente feudale con borgo fortificato. Qui la storia del castello si confonde con la leggenda popolare.

Una leggenda di sangue che ruota attorno all’uccisione, per mano del padre Cesare Lanza, di Laura, “baronessa di Carini”, sorpresa con l’amante, secondo il racconto diventato negli anni ’70 uno sceneggiato televisivo. Recentemente l’edificio è ritornato all’antico splendore grazie anche ai lavori di restauro promossi dalla Provincia.

Sulle Madonie, invece, si può visitare il castello di Castelbuono dall’interessante prospetto. Edificato intorno al 1320 da Francesco I, su concessione di Federico III di Aragona, sul sito del vecchio casale di Ipsicrò.

Le storie popolari raccontano di un tunnel sotterraneo che univa le due roccaforti di Castelbuono e Geraci. In linea d’aria infatti i due centri distano 15 chilometri.

Così il passo per Geraci Siculo ed il suo castello è breve. I ruderi, imponenti e suggestivi, sono la testimonianza della storia dei Ventimiglia. Una famiglia nobiliare che sarebbe derivata in linea maschile dai Lascaris, imperatori di Costantinopoli ed in linea femminile dalla Real Casa degli Altavilla. 

Non molto lontano dai confini della provincia di Agrigento, si trova inoltre l’atipico castello di Giuliana, attribuito, pur in mancanza di fonti documentarie, a Federico II, ma più verosimilmente opera dell’età di Federico III di Aragona, nel XIV secolo.

Il castello di Marineo, edificato nel XVI secolo è di proprietà della famiglia Beccadelli Bologna. Dopo anni di abbandono, sono stati recentemente restaurati alcuni saloni nei quali è stato allestito un museo archeologico.

Il castello di Prizzi, edificato tra il XII e XIII secolo dai cavalieri Teutonici, è stato successivamente ricostruito dai Chiaramonte.

Situato tra Prizzi e Vicari, il nucleo attuale del castello sembra bizantino e serviva da ostello per offrire ospitalità a chi percorreva la strada che collega Prizzi a Vicari. Infine Vicari con il suo antico maniero attestato fin da epoca normanna. Sarebbe stato anch’esso radicalmente ampliato dai Chiaramonte che lo avrebbero trasformato nella grande fortezza documentata dalle spettacolari rovine sopravvissute.

Di esso sono ancora presenti parti delle mura di cinta e della torre maestra.

 

COME ARRIVARE

E’ possibile arrivare a Caccamo percorrendo l’autostrada A 19 per Catania,  uscendo allo svincolo di Termini Imerese e seguendo le indicazioni, oppure percorrendo lo scorrimento veloce Palermo - Agrigento, deviando per Roccapalumba, strada statale 285. A Carini si arriva percorrendo l’autostrada A-29 Palermo-Mazara del Vallo e uscendo allo svincolo Carini, per proseguire sulla statale 113. A Giuliana si arriva percorrendo l’autostrada A-19 Palermo-Catania, uscendo a Villabate, percorrendo la scorrimento veloce Palermo-Agrigento per uscire a Bolognetta e proseguire  lungo la strada statale 118 in direzione Marineo-Corleone,  e poi sulla strada statale 188.

Castelbuono, comune delle basse Madonie,  è raggiungibile seguendo l’autostrada A-20 Palermo-Messina, uscendo allo svincolo di Castelbuono e imboccando la strada statale 286 per 12 chilometri.

Stesso percorso da seguire anche per arrivare a Geraci Siculo, designato fra i borghi più belli d’Italia. Arrivati a Castelbuono si attraversa il paese e si prosegue per Geraci Siculo, seguendo le indicazioni.

Prizzi è invece raggiungibile percorrendo la scorrimento veloce Palermo-Agrigento e uscendo allo svincolo di Lercara Friddi per poi proseguire sulla statale 188. Anche per Vicari si segue la scorrimento veloce Palermo-Agrigento fino ad arrivare all’uscita per il paese.  Per Marineo si deve imboccare la Palermo-Agrigento, uscire allo svincolo di Bolognetta e proseguire sulla statale 118.

 

 

   
 

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